Il logo della scuola assume un significato particolare se viene visto come l’icona rappresentativa dell’ istituto. Perciò invitiamo chiunque dovesse capitare in questo blog a leggere la breve presentazione del logo sotto riportata e a inserire commenti, indicare riferimenti bibliografici, siti presenti in Internet che in qualche modo possano collegarsi all’ immagine che abbiamo scelto come identificativa dell’ ITCS "M. Lazzari" di Dolo (VE), in modo da generare un arricchimento storico, culturale, sociale prezioso a tutti e in particolare al territorio della Riviera del Brenta. Chi non è membro del social network e vuole comunque inviarci informazioni utili, può scrivere un messaggio cliccando qui.

Presentazione del logo della scuola

logo del Lazzari

L’idea nasce da un antico motivo ornamentale geometrico costituito da intrecci di linee che sviluppano fiori a quattro petali e cerchi concentrici, tipico del periodo dell’ esarcato bizantino e della dominazione longobarda e molto diffuso a Venezia e in tutto il suo entroterra.
Lo ritroviamo, ad esempio, nei mosaici pavimentali della chiesa di Aquileia, nella produzione scultorea di frammenti o di lastre sulle facciate dei palazzi veneziani o sui muri delle chiese (ad esempio l’ iconostasi della Cattedrale di Torcello o le pareti esterne della chiesa di S. Donato a Murano o nella Basilica di S. Marco).
Probabilmente questa tipologia di intreccio era utilizzata anticamente nella lavorazione dei vimini per la preparazione di abbellimenti e decorazioni che servivano durante le feste.
Poiché la tradizione di intrecciare rami sottili e flessibili di salice o altre piante, per produrre oggetti d’ arredamento, resta ancora oggi come substrato della nostra cultura contadina , così ricca di riferimenti al passato, ci è sembrato significativo assumere il vimine come simbolo premonitore delle reti di relazioni caratterizzanti la nostra società (in senso figurato il termine vimine vuol dire legame, vincolo: nel mezzo strinse potenza con atto/tal vime, che già mai non si divima Dante Par. XXIX vv.35-36).
Del resto la Brenta è notoriamente area di continuità rispetto alla città di Venezia, per la civiltà delle ville e per essere da sempre “animata” via di collegamento tra Padova e la città lagunare , come dice Goethe nel suo Viaggio in Italia (Venezia, 28 settembre 1786. ...Dirò solo poche parole sul mio itinerario da Padova fin qui. Il viaggio sul Brenta, su una nave a servizio pubblico in compagnia di persone davvero a modo, è risultato comodo e piacevole: fra di loro gli italiani sono cortesi e pieni di riguardi. Le rive del fiume sono costellate di giardini e ville; si vedono piccoli villaggi che sorgono quasi sul corso d’acqua, che per lunghi tratti è rasentato da una strada molto animata. Goethe, Viaggio in Italia).
L’ intensa attività della riviera del Brenta,che si è andata sempre più sviluppando grazie anche, in tempi più recenti, al turismo e all’ industria,ha permesso l’ apertura di questa zona a nuovi orizzonti.
Possiamo dire che anche questa apertura è stata un precedente rispetto alla società attuale e agli obiettivi di una cultura multietnica, considerando che “nel quadro complesso della storia europea Venezia è forse l’ esempio più mirabile di una città con apertura spirituale verso le civiltà e le tradizioni più orientali…Ciò è dovuto al fatto che i Veneziani ebbero come poli di attrazione per i loro commerci le città orientali ….e la missione di Venezia era quella di gettare un ponte ideale fra l’ Oriente e l’ Occidente, assimilando prima e padroneggiando poi, molteplici correnti di cultura e molteplici forme artistiche” (Agostino Pertusi).
Nel centro della Riviera del Brenta si trova ad operare l’ Istituto tecnico commerciale Lazzari che fa della cultura, della tecnica e della professionalità i pilastri della propria esistenza e promuove in tutte le occasioni l’ intercultura e lo sviluppo di rapporti con l’ esterno : può un simbolico vimine, che si intreccia secondo l’ antico motivo bizantino, rappresentare la scuola?
Noi pensiamo di sì.
Dall’ osservazione degli splendidi saggi di decorazione geometrica bizantina, l’ occhio percepisce l’ idea di un flusso, di una circolarità che trascende l’ immagine stessa.
Da qui nasce il logo del Lazzari: la scuola è il luogo in cui le informazioni, che arrivano caotiche da tutte le parti, si trasformano in conoscenza.
Il logo va letto, dunque, su due piani: il primo consiste nell’ intreccio delle varie informazioni, rappresentate dai diversi colori, scelti in modo da riprendere quelli dei pannelli decorativi della struttura esterna dell’ istituto; tali informazioni vanno opportunamente orientate perché si trasformino in “sapere”, cioè abbiano significato. Ad attuare questa operazione di orientamento, simbolicamente rappresentata dagli aghi della bussola in primo piano, è la scuola, che trova la sua ragion d’essere in questa funzione.
Il secondo piano è rappresentato dall’ elemento circolare, sganciato dall’ insieme, in quanto rappresenta la conoscenza individuale.
In sostanza nella scuola si acquisisce insieme agli altri e attraverso gli altri ciò che ognuno metterà a frutto nella società.
Il disegno è stato realizzato dall’ alunna Ruggeri Giulia della classe III A/I nell’anno scolastico 2002/2003.
La geometria, rispetto al disegno originale, è un po’ “artigianale” proprio per dare l’ idea del ramo di vimine all’ interno del quale si incanala un flusso continuo di colori come a voler richiamare anche lo scorrere del fiume Brenta dalla montagna al mare.

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Commento da antonella su 21 Novembre 2010 a 13:46
Inserite i vostri commenti, potrebbe essere un'interessante raccolta di riflessioni!

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